Il capogruppo Sola chiede conto di dieci anni di somme incassate in alternativa a parcheggi e verde pubblici. Interrogazione al sindaco Masci e alla giunta
Il Movimento 5 Stelle di Pescara chiede conto al Comune di dieci anni di monetizzazioni urbanistiche. Il capogruppo Paolo Sola ha presentato un'interrogazione al sindaco Carlo Masci e alla giunta per ricostruire l'ammontare delle somme incassate nell'ultimo decennio attraverso la "monetizzazione" degli spazi pubblici previsti nell'ambito degli interventi edilizi riconducibili al decreto Sviluppo.«Negli ultimi dieci anni a Pescara si è costruito tanto, spesso anche grazie a norme che hanno consentito di aumentare le volumetrie. In molti casi, però, invece di lasciare alla città nuovi spazi pubblici, sono stati versati dei soldi al Comune. La domanda è semplicissima: quanti soldi sono stati incassati e cosa ci è stato fatto?», scrive Sola nell'interrogazione.Cos'è la monetizzazione e cosa prevede la leggeIl meccanismo è quello della monetizzazione: quando un intervento edilizio aumenta le cubature senza mettere a disposizione gli spazi pubblici previsti — parcheggi, verde o servizi — in determinati casi può versare al Comune una somma di denaro in alternativa. «Ma quei soldi non spariscono: servono proprio a compensare ciò che la città non ha ricevuto sotto forma di spazi pubblici», sottolinea Sola.L'interrogazione chiede di conoscere, anno per anno nell'ultimo decennio, quanto il Comune abbia effettivamente incassato, come queste risorse siano state contabilizzate, quante siano state spese, quante siano ancora disponibili e soprattutto quali opere siano state concretamente realizzate con quei soldi. «La legge prevede che queste risorse abbiano una precisa destinazione pubblica. E allora vogliamo vedere parcheggi, aree verdi, servizi di quartiere, attrezzature pubbliche e interventi per l'abbattimento delle barriere architettoniche che sono stati finanziati. Vogliamo poter mettere accanto a ogni euro entrato un'opera, un servizio o comunque una destinazione verificabile».La qualità della vita nei quartieriSola collega la questione alle trasformazioni subite da numerosi quartieri pescaresi. «I cittadini hanno visto sorgere nuovi palazzi e aumentare le cubature, con più residenti, più automobili e maggiore pressione su strade e servizi. Quello che molto spesso non hanno visto crescere allo stesso modo sono i parcheggi, il verde e gli spazi pubblici. Se al posto di quegli spazi il Comune ha incassato denaro, è legittimo chiedere dove quel denaro sia stato utilizzato e quale beneficio abbia prodotto per la città».L'interrogazione chiede anche se le risorse siano tornate nei quartieri più interessati dagli interventi edilizi che le hanno generate oppure siano state utilizzate altrove e, in quest'ultimo caso, secondo quali criteri. «Non stiamo parlando di astratte questioni urbanistiche, ma della qualità della vita delle persone. Se rinunci a un parcheggio, a un'area verde o a uno spazio per servizi e in cambio incassi dei soldi, quei soldi devono tornare alla collettività. Per questo abbiamo chiesto di ricostruire gli ultimi dieci anni fino all'ultimo euro. Dopo anni di cemento e premialità edilizie – conclude Paolo Sola – è arrivato il momento di fare i conti anche sull'altra metà della storia: quanto ha incassato il Comune per gli spazi pubblici che non sono stati realizzati e, soprattutto, cosa ha restituito ai pescaresi con quei soldi? Attendiamo numeri, opere e risposte».