Domenica, 27 Settembre 2026 14:58

Via Fosso Cavone, esposto in tribunale: traffico, spaccio e rifiuti [FOTO]

Vota questo articolo
(0 Voti)
Presentata denuncia formale il 6 agosto. In 50 anni la strada è diventata un corridoio per mezzi pesanti, con episodi di violenza e discariche abusive
Via Fosso Cavone, strada di Pescara nata come arteria secondaria a servizio dei residenti, è al centro di una denuncia formale depositata lo scorso 6 agosto all'autorità giudiziaria. A presentare l'esposto sono Pettinari, D'Andrea e Di Pillo, che descrivono una situazione di emergenza su più fronti: traffico pesante fuori controllo, degrado strutturale e ambientale, episodi di criminalità e spaccio di droga.Cinquant'anni fa strada residenziale, oggi corridoio industrialeLa via nacque circa cinquant'anni fa come semplice accesso alle abitazioni della zona, senza mai essere progettata per sostenere traffici intensivi. Nel tempo, secondo quanto denunciato, si è trasformata in un corridoio logistico per attività industriali e commerciali, con un passaggio quotidiano stimato in almeno 50-60 mezzi pesanti: Tir con e senza rimorchio, autobotti, autobus e veicoli con carichi eccezionali. Il limite di velocità fissato a 30 km/h verrebbe, stando alle segnalazioni dei residenti, frequentemente ignorato."Non si tratta più di episodi isolati, ma di un vero e proprio sistema fuori controllo - dichiarano Pettinari e i consiglieri D'Andrea e Di Pillo -. La strada è diventata pericolosa a qualsiasi ora del giorno e della notte, con mezzi di grandi dimensioni che transitano spesso a velocità sostenuta, in una situazione nella quale i controlli appaiono del tutto insufficienti".Gli esponenti politici ricordano anche un tragico precedente: la morte di una giovane in scooter, evento che aveva portato all'introduzione di alcune limitazioni oggi, secondo quanto denunciato dai residenti, di fatto disattese.Criminalità e spaccio: i residenti chiamano le forze dell'ordineAccanto alle criticità viarie, i residenti segnalano una crescente emergenza sicurezza. Nei giorni scorsi, secondo le testimonianze raccolte, si sarebbe verificata una situazione di forte tensione: alcuni uomini sarebbero scesi in strada armati di mazze, sarebbero state aggredite delle donne e si sarebbero sentite urla, costringendo i residenti a chiamare ripetutamente le forze di polizia."Se una comunità di residenti arriva al punto di dover chiamare ripetutamente le forze dell'ordine perché in strada ci sono persone con delle mazze e si verificano aggressioni, non possiamo più parlare di semplice disagio: parliamo di una vera emergenza sicurezza - affermano gli esponenti politici -. Chiediamo una presenza molto più incisiva delle forze dell'ordine e controlli costanti e mirati".I tre aggiungono: "Non vogliamo sostituirci alle forze dell'ordine né formulare sentenze - precisano - ma pretendiamo che le segnalazioni dei cittadini vengano ascoltate e che in questa zona venga garantita sicurezza. La criminalità non può diventare la normalità. Lo Stato deve essere presente prima che accada qualcosa di irreparabile".Voragini, crepe negli edifici e una discarica a cielo apertaSul fronte strutturale, la strada presenta voragini, avvallamenti profondi, cedimenti diffusi e fuoriuscita di tubazioni e cavi. Diversi residenti segnalano la comparsa di crepe nei muri degli edifici, che gli esponenti politici chiedono vengano verificate dagli organismi competenti. "Qui non si parla più soltanto di disagio. Occorre verificare se il continuo passaggio dei mezzi pesanti possa avere conseguenze sulle abitazioni e sulla sicurezza delle persone", sottolineano.Lungo la strada si registrano anche numerosi accumuli incontrollati di rifiuti: scarti edili, porte, vetri, finestre, infissi, divani, mobili, elettrodomestici e materassi. "È inaccettabile che i cittadini debbano convivere con una vera e propria discarica a cielo aperto - denunciano Pettinari, D'Andrea e Di Pillo -. Il degrado alimenta altro degrado. Dove lo Stato e le istituzioni arretrano, aumenta il rischio che si moltiplichino abbandoni illeciti, comportamenti incivili e fenomeni criminali".L'esposto e le richieste alle istituzioniL'esposto depositato il 6 agosto chiede alla magistratura di valutare i fatti segnalati e di effettuare gli opportuni accertamenti su traffico pesante, sicurezza stradale, stato della carreggiata, possibili conseguenze sugli edifici, regolarità delle attività presenti nella zona e abbandono di rifiuti. I tre chiedono anche verifiche urbanistiche sulle attività presenti, in particolare sui depositi e le aree industriali o commerciali situati sotto il ponte dell'asse attrezzato."Via Fosso Cavone non può diventare una zona franca - concludono Pettinari, D'Andrea e Di Pillo -. Non può essere contemporaneamente un'arteria utilizzata quotidianamente da decine di mezzi pesanti, una strada dissestata, un luogo dove vengono abbandonati rifiuti di ogni genere e una zona nella quale i residenti denunciano episodi di criminalità e spaccio". "Chiediamo un intervento immediato e coordinato delle istituzioni: Comune, polizia locale, forze dell'ordine, autorità competenti in materia ambientale e urbanistica. Servono controlli sul traffico, controlli sulle attività, bonifica dei rifiuti abbandonati, manutenzione straordinaria della strada e soprattutto una presenza concreta e continuativa sul fronte della sicurezza".
Letto 6 volte