In vigilanza risolto il mistero delle due valutazioni sull'operato di Vero Michitelli (dg Asl Pescara), affermano i due: "A dare un giudizio è l'Agenzia sanitaria regionale che ha dato una valutazione di 0 punti, e non il Raus, tra l'altro scaduto per un mese e poi prorogato, che promuoveva il lavoro fatto"
“I nostri dubbi erano legittimi: il giudizio sulle liste d’attesa tocca all’Agenzia regionale e non al Raus, come hanno sostenuto nelle lettere di questi mesi”. A dichiararlo, sulla base di quanto emerso in commissione Vigilanza, sono il vicepresidente del consiglio regionale Antonio Blasioli e il capogruppo regionale Pd Silvio Paolucci che avevano sollevato il problema della doppia valutazione per cui dal Raus arrivava la “promozione” per l’operato del direttore generale della Asl di Pescara su tema, mentre l’Agenzia regionale sanitaria gli assegnava 0 punti. Tra l’altro, precisano i due, quello del Raus è un organismo “nel frattempo scaduto” con la proroga, sottolineano, arrivata solo ora. La questione, ricordano, l’hanno portata in commissione Vigilanza perché dall’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, cui si erano rivolti, non erano arrivati i chiarimenti attesi sulla valutazione del direttore generale Vero Michitelli in carica da 24 mesi. Da quelle valutazioni però, sottolineano, “dipendono sia l’attribuzione di un ‘premio”’economico, in caso positivo, sia persino la decadenza in caso negativo. Per quanto riguarda infatti l’obiettivo B3, legato al miglioramento dei parametri sulle liste d’attesa, a seguito del nostro accesso agli atti, è emerso un incredibile balletto sulla responsabilità di produrre la valutazione su questo sub-obiettivo, che spetta all’Agenzia sanitaria, che, però si è vista mettere in discussione questa competenza dal dipartimento Sanità e dalla Asl di Pescara, che hanno sostenuto fosse invece passata in capo al Ruas regionale”. “L’assessora in aula ha smentito questa posizione, rispondendo che la competenza sia ancora in capo all’Asr e la stessa risposta è arrivata anche oggi dal direttore del dipartimento Sanità”, riferiscono quindi Blasioli e Paolucci. “Resta quindi da capire il perché dell’iniziale presa di posizione da cui si è innescata tutta la vicenda e soprattutto come risolvere il problema della non convergenza delle valutazioni sin qui effettuate da entrambi i soggetti: Asr e Ruas, laddove la prima non ha ritenuto raggiunti gli obiettivi e il secondo sì”. “Se da un lato in commissione, si è chiarita definitivamente la questione delle competenze, cosa che tuttavia non avrebbe mai dovuto essere messa in dubbio, dall’altra sono emersi altri problemi. Innanzitutto, il tempo perso – incalzano i due esponenti dem -: i 24 mesi di carica del direttore generale sono scaduti l’11 settembre 2025. A quasi sei mesi di distanza, solo dopo la nostra insistenza, ci è stato assicurato che entro due settimane la valutazione dovrebbe essere portata in giunta regionale, anche se a giudicare dalle parole del direttore dell’Asr Cosenza che ha detto di non avere ancora ricevuto tutti i dati necessari dalla Asl di Pescara, riteniamo ci possa volere decisamente di più”. “L’altra questione emersa – continuano - è che il Ruas, tirato nella vicenda suo malgrado e che ha anche prodotto una valutazione, che però a questo punto è ultronea oltre a non coincidere con quella dell’Asr, è scaduto lo scorso 22 gennaio e solo oggi, con una delibera portata ‘fuori sacco’ dall’assessora Verì, forse anche alla luce del caos portato alla luce con questa vicenda, è stato prorogato”. “La Regione Abruzzo è dunque rimasta priva del Ruas, figura fondamentale per la gestione del governo delle liste d’attesa e a cui volevano demandare la valutazione dei manager – chiosano Blasioli e Paolucci -, per oltre un mese”.“Una considerazione a margine va poi fatta sulla scelta del direttore generale Michitelli, di partecipare personalmente alla commissione in cui si è discusso della sua valutazione, senza delegare altri dirigenti Asl. Una scelta decisamente discutibile, oltre che inopportuna, soprattutto perché il direttore ha scelto anche di entrare nel merito della valutazione, parlando persino delle modalità tecniche con cui andrebbe svolta, arrivando quindi a mettere in discussione le valutazioni già effettuate per i suoi colleghi delle altre Asl e traendo a conclusioni subito smentite dal direttore Asr Cosenza”, denunciano ancora."Una scelta che non sorprende, ma che sinceramente ha aumentato il caos su una vicenda su cui l’interpellanza e la commissione hanno fatto luce e chiarezza. Sarà infatti nostra cura, a questo punto, richiedere, come già annunciato al presidente Mariani, ulteriori commissioni di Vigilanza per discutere - concludono Blaioli e Paolucci - delle modalità di calcolo utilizzate per tutti i manager delle Asl con l’assessore, il dipartimento Sanità e le quattro aziende sanitarie”.