La vittima aveva nove anni quando iniziarono i fatti, tra il 2011 e il 2013. L'uomo era il compagno della migliore amica della madre
La condanna a cinque anni di reclusione per un 62enne originario di Pescocostanzo, riconosciuto responsabile di atti sessuali nei confronti di una minorenne, è diventata definitiva dopo che la Corte di cassazione ha respinto il ricorso presentato dall'imputato, come riporta LaPresse. La sentenza, già confermata dalla corte d'appello di Perugia a dicembre scorso, è ora esecutiva.Trattandosi di un reato ostativo, che non consente l'affidamento in prova, i carabinieri hanno dato esecuzione all'ordine di carcerazione emesso dalla procura della Repubblica di Sulmona, portando l'uomo in carcere.I fattiSecondo quanto ricostruito nel corso del procedimento, l'uomo avrebbe approfittato del rapporto di amicizia che lo legava alla famiglia della vittima: all'epoca era il compagno della migliore amica della madre della ragazza. I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2011 e il 2013. La vittima, oggi maggiorenne, ha raccontato nell'interrogatorio una serie di comportamenti e attenzioni a sfondo sessuale che, secondo la sua ricostruzione, sarebbero iniziati quando aveva nove anni.Secondo l'accusa, sarebbero state utilizzate anche ricariche telefoniche per ottenere il suo silenzio, oltre a riferimenti alle possibili conseguenze che la rivelazione della vicenda avrebbe avuto sui rapporti familiari.La denuncia e il processoDopo circa due anni, la ragazza ha deciso di parlare: prima con i genitori, poi con persone vicine alla famiglia e infine con le autorità, presentando denuncia. Il tribunale di Sulmona ha ritenuto l'imputato responsabile, fissando la condanna a cinque anni di reclusione, oltre alle pene accessorie e al risarcimento della parte civile, da determinare in separata sede. La sentenza era stata successivamente confermata dalla corte d'appello di Perugia.